scritti

E’ assai nutrita la produzione scritta e parlata di Bruno Trentin. Stiamo raccogliendo i vari materiali che ora pubblichiamo un po’ in ordine sparso per poi sistemarli almeno da un punto di vista cronologica. Anche qui sono bene accetti segnalazioni e suggerimenti.

La straordinaria voglia di liberta’

Questo è il testo di un dialogo fra Trentin e gli studenti del liceo classico di Roma Socrate registrato dalla Rai nel 1998.
Trentin: Mi chiamo Bruno Trentin, ho 71 anni. Ho passato tutta una vita nel lavoro sindacale. Probabilmente questa scelta l’ho fatta perché ho scoperto, anche quand’ero molto giovane, nella classe lavoratrice, una straordinaria voglia di conoscenza e di libertà, proprio in quei lavoratori che non avevano avuto la fortuna di un’educazione, di partecipare ad un’esperienza di studi.

Quel dissenso fra Togliatti e Di Vittorio Testo di un intervento (ricavato da appunti) che Bruno Trentin avrebbe dovuto pronunciare al   Convegno su “Giuseppe Di Vittorio e i fatti d’Ungheria del 1956”, svoltosi a Roma il 12 ottobre 2006, a cura della Fondazione Di Vittorio.

Non è la prima volta che mi accade di rievocare la figura di Giuseppe Di Vittorio, e il suo ruolo in un anno -il 1956- che rappresenta uno spartiacque nella storia del movimento operaio internazionale. Ma parlarne oggi, in modo non rituale o puramente celebrativo, per me significa riaprire una riflessione critica a tutto campo sulla vicenda del Pci e della sinistra italiana nel dopoguerra. Qui mi limito solo a segnalare questa esigenza, che pure avverto da molto tempo.
Per i primi Cento giorni di centrosinistra

1. Nei primi 100 giorni, l’impegno di un governo di centro-sinistra sarà necessariamente assorbito soprattutto dall’avvio di un risanamento finanziario e dalle prime misure di incentivazione della crescita. “Non lacrime e sangue ma rigore” diceva Bersani. In questo ambito saranno certo necessarie alcune misure sociali di emergenza: la restituzione dei fondi tagliati alla sanità, il sostegno alla conclusione dei contratti e la restituzione del fiscal drag, la rivalutazione delle pensioni più basse e la costituzione di un fondo di sostegno per le persone non autosufficienti.

La tagliola dell’eta’ pensionabile
Conosco bene l’onestà  intellettuale di persone come Rosy Bindi, Francesco Rutelli e Tiziano Treu e non metto in dubbio la trasparenza delle loro intenzioni quando parlano di prolungamento volontario dell’età pensionabile nè la corposità  e l’ineludibilità del problema che incombe non solo sul sistema previdenziale ma sulle prospettive stesse dell’occupazione in Italia, con l’invecchiamento della popolazione e, dall’altra parte, l’aumento delle aspettative di vita.

Vorrei morire socialista, intervista all’Unita’
Testo dell’intervista rilasciata l’8 Giugno 2006 all’Unità, curata da Bruno Ugolini.

Bruno Trentin, già segretario generale della Cgil, oggi nel gruppo dirigente dei Ds, è interessato al processo unitario nell’Ulivo. Ma delinea un tragitto complesso, che parta dal basso, fatto d’aggregazioni e convenzioni, su problematiche quali il mondo del lavoro e i diritti delle persone. È d’accordo con l’esigenza espressa, su queste pagine, dall’ex segretario della Cisl Savino Pezzotta, tesa a rispettare il pluralismo culturale presente nel centrosinistra. Polemiche con Salvati e De Mita: «Vorrei poter morire socialista». Meglio guardare subito ad una Federazione piuttosto che ad un indefinito e immaginario partito democratico.
Cosi’ le Coop perdono l’anima

Intervista apparsa  sull’Unità, a cura di Bruno Ugolini, il 31-12- 2005 sui problemi dell’Unipol e le varie polemiche del’epoca. Trentin respinge l’attacco al gruppo dirigente dei Ds, ma invita tutti ad una riflessione sull’involuzione e lo snaturamento del ruolo del movimento cooperativo. La scalata alla Bnl non faceva parte di un progetto sociale. La storia del fallimento d’una banca tedesca voluta da sindacati e cooperative.

 

Amici:



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La nuova moda della meritocrazia

La meritocrazia come criterio di selezione  degli individui al lavoro, ritorna alla moda nel linguaggio della sinistra e del centro-sinistra, dopo il 1989; ma prima ancora con la scoperta fatta da Claudio Martelli a un Congresso del PSI sulla validità di una società “dei meriti e dei bisogni”.La meritocrazia come criterio di selezione  degli individui al lavoro, ritorna alla moda nel linguaggio della sinistra e del centro-sinistra, dopo il 1989; ma prima ancora con la scoperta fatta da Claudio Martelli a un Congresso del PSI sulla validità di una società “dei meriti e dei bisogni”.

Lavoro e conoscenza, lectio doctoralis
Ecco il testo della lectio doctoralis pronunciata da Bruno Trentin all’università Ca’ Foscari, in occasione del conferimento della laurea ad honorem, il 13 settembre del 2002.

Magnifico Rettore, Signore Preside della Facoltà di Economia e Commercio, signori membri del Consiglio di Facoltà Dott. Beggio e Dott. Malgara, Signore e Signori, cari amici, Voi potete comprendere la mia emozione, in questo momento, non solo per l’onore che mi fate, forse impropriamente, con questa laurea, ma per la scelta che avete compiuto di tenere questa riunione nell’aula che porta il nome di mio padre.

Il pericolo del trasformismo

L’orientamento assunto dalla maggioranza dei DS di indire una vasta consultazione fra i militanti del partito sulla scelta di promuovere una lista unitaria per le elezioni europee fra le forze dell’Ulivo che si dichiarassero disponibili e l’affacciarsi della prospettiva di un nuovo soggetto politico di tipo federativo coglie a mio parere una forte domanda di unità che proviene dalle più diverse espressioni  di un centro-sinistra in formazione, nei partiti e nei movimenti. Ma sarebbe un grosso errore la sottovalutazione del fatto che questa domanda di unità è al tempo stesso una domanda di proposte sui grandi problemi di questo inizio di secolo in Italia, in Europa e nel mondo; e una domanda di coerenza.

La straordinaria voglia di liberta’

Questo è il testo di un dialogo fra Trentin e gli studenti del liceo classico di Roma Socrate registrato dalla Rai nel 1998.

Trentin: Mi chiamo Bruno Trentin, ho 71 anni. Ho passato tutta una vita nel lavoro sindacale. Probabilmente questa scelta l’ho fatta perché ho scoperto, anche quand’ero molto giovane, nella classe lavoratrice, una straordinaria voglia di conoscenza e di libertà, proprio in quei lavoratori che non avevano avuto la fortuna di un’educazione, di partecipare ad un’esperienza di studi.

Quel dissenso fra Togliatti e Di Vittorio

Testo di un intervento (ricavato da appunti) che Bruno Trentin avrebbe dovuto pronunciare al   Convegno su “Giuseppe Di Vittorio e i fatti d’Ungheria del 1956”, svoltosi a Roma il 12 ottobre 2006, a cura della Fondazione Di Vittorio.

Non è la prima volta che mi accade di rievocare la figura di Giuseppe Di Vittorio, e il suo ruolo in un anno -il 1956- che rappresenta uno spartiacque nella storia del movimento operaio internazionale. Ma parlarne oggi, in modo non rituale o puramente celebrativo, per me significa riaprire una riflessione critica a tutto campo sulla vicenda del Pci e della sinistra italiana nel dopoguerra. Qui mi limito solo a segnalare questa esigenza, che pure avverto da molto tempo.

Per i primi Cento giorni di centrosinistra

Nei primi 100 giorni, l’impegno di un governo di centro-sinistra sarà necessariamente assorbito soprattutto dall’avvio di un risanamento finanziario e dalle prime misure di incentivazione della crescita. “Non lacrime e sangue ma rigore” diceva Bersani. In questo ambito saranno certo necessarie alcune misure sociali di emergenza: la restituzione dei fondi tagliati alla sanità, il sostegno alla conclusione dei contratti e la restituzione del fiscal drag, la rivalutazione delle pensioni più basse e la costituzione di un fondo di sostegno per le persone non autosufficienti.
La tagliola dell’eta’ pensionabile

Conosco bene l’onestà  intellettuale di persone come Rosy Bindi, Francesco Rutelli e Tiziano Treu e non metto in dubbio la trasparenza delle loro intenzioni quando parlano di prolungamento volontario dell’età pensionabile nè la corposità  e l’ineludibilità del problema che incombe non solo sul sistema previdenziale ma sulle prospettive stesse dell’occupazione in Italia, con l’invecchiamento della popolazione e, dall’altra parte, l’aumento delle aspettative di vita.

Vorrei morire socialista, intervista all’Unita’
Testo dell’intervista rilasciata l’8 Giugno 2006 all’Unità, curata da Bruno Ugolini.

Bruno Trentin, già segretario generale della Cgil, oggi nel gruppo dirigente dei Ds, è interessato al processo unitario nell’Ulivo. Ma delinea un tragitto complesso, che parta dal basso, fatto d’aggregazioni e convenzioni, su problematiche quali il mondo del lavoro e i diritti delle persone. È d’accordo con l’esigenza espressa, su queste pagine, dall’ex segretario della Cisl Savino Pezzotta, tesa a rispettare il pluralismo culturale presente nel centrosinistra. Polemiche con Salvati e De Mita: «Vorrei poter morire socialista». Meglio guardare subito ad una Federazione piuttosto che ad un indefinito e immaginario partito democratico.

Cosi’ le Coop perdono l’anima
Intervista apparsa  sull’Unità, a cura di Bruno Ugolini, il 31-12- 2005 sui problemi dell’Unipol e le varie polemiche del’epoca. Trentin respinge l’attacco al gruppo dirigente dei Ds, ma invita tutti ad una riflessione sull’involuzione e lo snaturamento del ruolo del movimento cooperativo. La scalata alla Bnl non faceva parte di un progetto sociale. La storia del fallimento d’una banca tedesca voluta da sindacati e cooperative.

La nuova moda della meritocrazia

La meritocrazia come criterio di selezione  degli individui al lavoro, ritorna alla moda nel linguaggio della sinistra e del centro-sinistra, dopo il 1989; ma prima ancora con la scoperta fatta da Claudio Martelli a un Congresso del PSI sulla validità di una società “dei meriti e dei bisogni”.La meritocrazia come criterio di selezione  degli individui al lavoro, ritorna alla moda nel linguaggio della sinistra e del centro-sinistra, dopo il 1989; ma prima ancora con la scoperta fatta da Claudio Martelli a un Congresso del PSI sulla validità di una società “dei meriti e dei bisogni”.

Lavoro e conoscenza, lectio doctoralis

Ecco il testo della lectio doctoralis pronunciata da Bruno Trentin all’università Ca’ Foscari, in occasione del conferimento della laurea ad honorem, il 13 settembre del 2002.

Magnifico Rettore, Signore Preside della Facoltà di Economia e Commercio, signori membri del Consiglio di Facoltà Dott. Beggio e Dott. Malgara, Signore e Signori, cari amici, Voi potete comprendere la mia emozione, in questo momento, non solo per l’onore che mi fate, forse impropriamente, con questa laurea, ma per la scelta che avete compiuto di tenere questa riunione nell’aula che porta il nome di mio padre.

Il pericolo del trasformismo

L’orientamento assunto dalla maggioranza dei DS di indire una vasta consultazione fra i militanti del partito sulla scelta di promuovere una lista unitaria per le elezioni europee fra le forze dell’Ulivo che si dichiarassero disponibili e l’affacciarsi della prospettiva di un nuovo soggetto politico di tipo federativo coglie a mio parere una forte domanda di unità che proviene dalle più diverse espressioni  di un centro-sinistra in formazione, nei partiti e nei movimenti. Ma sarebbe un grosso errore la sottovalutazione del fatto che questa domanda di unità è al tempo stesso una domanda di proposte sui grandi problemi di questo inizio di secolo in Italia, in Europa e nel mondo; e una domanda di coerenza.

La straordinaria voglia di liberta’

Questo è il testo di un dialogo fra Trentin e gli studenti del liceo classico di Roma Socrate registrato dalla Rai nel 1998.

Trentin: Mi chiamo Bruno Trentin, ho 71 anni. Ho passato tutta una vita nel lavoro sindacale. Probabilmente questa scelta l’ho fatta perché ho scoperto, anche quand’ero molto giovane, nella classe lavoratrice, una straordinaria voglia di conoscenza e di libertà, proprio in quei lavoratori che non avevano avuto la fortuna di un’educazione, di partecipare ad un’esperienza di studi.

Quel dissenso fra Togliatti e Di Vittorio
Testo di un intervento (ricavato da appunti) che Bruno Trentin avrebbe dovuto pronunciare al   Convegno su “Giuseppe Di Vittorio e i fatti d’Ungheria del 1956”, svoltosi a Roma il 12 ottobre 2006, a cura della Fondazione Di Vittorio.

Non è la prima volta che mi accade di rievocare la figura di Giuseppe Di Vittorio, e il suo ruolo in un anno -il 1956- che rappresenta uno spartiacque nella storia del movimento operaio internazionale. Ma parlarne oggi, in modo non rituale o puramente celebrativo, per me significa riaprire una riflessione critica a tutto campo sulla vicenda del Pci e della sinistra italiana nel dopoguerra. Qui mi limito solo a segnalare questa esigenza, che pure avverto da molto tempo.

Per i primi Cento giorni di centrosinistra

Nei primi 100 giorni, l’impegno di un governo di centro-sinistra sarà necessariamente assorbito soprattutto dall’avvio di un risanamento finanziario e dalle prime misure di incentivazione della crescita. “Non lacrime e sangue ma rigore” diceva Bersani. In questo ambito saranno certo necessarie alcune misure sociali di emergenza: la restituzione dei fondi tagliati alla sanità, il sostegno alla conclusione dei contratti e la restituzione del fiscal drag, la rivalutazione delle pensioni più basse e la costituzione di un fondo di sostegno per le persone non autosufficienti.

La tagliola dell’eta’ pensionabile

Conosco bene l’onestà  intellettuale di persone come Rosy Bindi, Francesco Rutelli e Tiziano Treu e non metto in dubbio la trasparenza delle loro intenzioni quando parlano di prolungamento volontario dell’età pensionabile nè la corposità  e l’ineludibilità del problema che incombe non solo sul sistema previdenziale ma sulle prospettive stesse dell’occupazione in Italia, con l’invecchiamento della popolazione e, dall’altra parte, l’aumento delle aspettative di vita.

Vorrei morire socialista, intervista all’Unita’

Testo dell’intervista rilasciata l’8 Giugno 2006 all’Unità, curata da Bruno Ugolini.

Bruno Trentin, già segretario generale della Cgil, oggi nel gruppo dirigente dei Ds, è interessato al processo unitario nell’Ulivo. Ma delinea un tragitto complesso, che parta dal basso, fatto d’aggregazioni e convenzioni, su problematiche quali il mondo del lavoro e i diritti delle persone. È d’accordo con l’esigenza espressa, su queste pagine, dall’ex segretario della Cisl Savino Pezzotta, tesa a rispettare il pluralismo culturale presente nel centrosinistra. Polemiche con Salvati e De Mita: «Vorrei poter morire socialista». Meglio guardare subito ad una Federazione piuttosto che ad un indefinito e immaginario partito democratico.

Cosi’ le Coop perdono l’anima

Intervista apparsa  sull’Unità, a cura di Bruno Ugolini, il 31-12- 2005 sui problemi dell’Unipol e le varie polemiche del’epoca. Trentin respinge l’attacco al gruppo dirigente dei Ds, ma invita tutti ad una riflessione sull’involuzione e lo snaturamento del ruolo del movimento cooperativo. La scalata alla Bnl non faceva parte di un progetto sociale. La storia del fallimento d’una banca tedesca voluta da sindacati e cooperative.

La nuova moda della meritocrazia

La meritocrazia come criterio di selezione  degli individui al lavoro, ritorna alla moda nel linguaggio della sinistra e del centro-sinistra, dopo il 1989; ma prima ancora con la scoperta fatta da Claudio Martelli a un Congresso del PSI sulla validità di una società “dei meriti e dei bisogni”.La meritocrazia come criterio di selezione  degli individui al lavoro, ritorna alla moda nel linguaggio della sinistra e del centro-sinistra, dopo il 1989; ma prima ancora con la scoperta fatta da Claudio Martelli a un Congresso del PSI sulla validità di una società “dei meriti e dei bisogni”.

Lavoro e conoscenza, lectio doctoralis

Ecco il testo della lectio doctoralis pronunciata da Bruno Trentin all’università Ca’ Foscari, in occasione del conferimento della laurea ad honorem, il 13 settembre del 2002.

Magnifico Rettore, Signore Preside della Facoltà di Economia e Commercio, signori membri del Consiglio di Facoltà Dott. Beggio e Dott. Malgara, Signore e Signori, cari amici, Voi potete comprendere la mia emozione, in questo momento, non solo per l’onore che mi fate, forse impropriamente, con questa laurea, ma per la scelta che avete compiuto di tenere questa riunione nell’aula che porta il nome di mio padre.

Il pericolo del trasformismo

L’orientamento assunto dalla maggioranza dei DS di indire una vasta consultazione fra i militanti del partito sulla scelta di promuovere una lista unitaria per le elezioni europee fra le forze dell’Ulivo che si dichiarassero disponibili e l’affacciarsi della prospettiva di un nuovo soggetto politico di tipo federativo coglie a mio parere una forte domanda di unità che proviene dalle più diverse espressioni  di un centro-sinistra in formazione, nei partiti e nei movimenti. Ma sarebbe un grosso errore la sottovalutazione del fatto che questa domanda di unità è al tempo stesso una domanda di proposte sui grandi problemi di questo inizio di secolo in Italia, in Europa e nel mondo; e una domanda di coerenza.

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