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giovedì 19 marzo 2009 |
Pubblichiamo qui un testo di Bruno Trentin riproposto ai lettori dalla
"Rivista delle Politiche Social" e introdotto da Michele Magno. Esso
esemplifica le proposte di riforma dello Stato sociale avanzate da Trentin in qualità di responsabile dell’Ufficio di Programma della
Cgil e discusse nella conferenza nazionale della stessa confederazione
nel 1995.
L’introduzione richiama il più ampio contesto culturale e valoriale del
pensiero di Trentin. L’idea centrale è quella di una welfare society,
in cui alla logica del risarcimento si sostituisca una logica di
promozione dei diritti di cittadinanza. Viene esaminata,in particolare,
la crisi del principio assicurativo,che richiede un concorso
trasparente della fiscalità generale al finanziamento della sicurezza
sociale. I suoi valori di solidarietà vanno fondati non solo nel campo
della distribuzione del reddito, ma soprattutto nell’offerta di beni e
servizi reali alle persone. Esplicito, infine, è l’invito al sindacato
affinché guardi in termini sistematici alla riforma del welfare,
evitando di identificarla quasi esclusivamente con la questione delle
pensioni.
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martedì 03 giugno 2008 |
Ecco i brani tratti da scritti di Bruno Trentin letti da Massimo Wertmuller durante la conferenza di organizzazione della Cgil.
DA “IL DIARIO DI GUERRA”, SETTEMBRE 1943
22 Settembre 1943
Sono esattamente 14 giorni che il popolo italiano ha preso conoscenza
con una gioia trepidante dell’armistizio con le potenze Anglosassoni.
Gioia ben presto delusa dall’annuncio dell’occupazione integrale
dell’Italia settentrionale da parte delle truppe tedesche. Dall’8
settembre 1943, il nord della penisola vive la più terribile e la più
penosa delle tragedie.
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lunedì 04 febbraio 2008 |
Questo è il testo di un dialogo fra Trentin e gli studenti del liceo classico di Roma Socrate registrato dalla Rai nel 1998.
Trentin: Mi chiamo Bruno Trentin, ho 71 anni. Ho passato tutta una vita
nel lavoro sindacale. Probabilmente questa scelta l'ho fatta perché ho
scoperto, anche quand'ero molto giovane, nella classe lavoratrice, una
straordinaria voglia di conoscenza e di libertà, proprio in quei
lavoratori che non avevano avuto la fortuna di un'educazione, di
partecipare ad un'esperienza di studi.
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lunedì 04 febbraio 2008 |
Testo di un intervento (ricavato da appunti) che Bruno Trentin avrebbe dovuto pronunciare al Convegno su “Giuseppe Di Vittorio e i fatti d'Ungheria del 1956”, svoltosi a Roma il 12 ottobre 2006, a cura della Fondazione Di Vittorio.
Non è la prima volta che mi accade di rievocare la figura di Giuseppe
Di Vittorio, e il suo ruolo in un anno -il 1956- che rappresenta uno
spartiacque nella storia del movimento operaio internazionale. Ma
parlarne oggi, in modo non rituale o puramente celebrativo, per me
significa riaprire una riflessione critica a tutto campo sulla vicenda
del Pci e della sinistra italiana nel dopoguerra. Qui mi limito solo a
segnalare questa esigenza, che pure avverto da molto tempo.
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mercoledì 30 gennaio 2008 |
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1. Nei primi 100 giorni, l’impegno di un governo di centro-sinistra
sarà necessariamente assorbito soprattutto dall’avvio di un risanamento
finanziario e dalle prime misure di incentivazione della crescita. “Non
lacrime e sangue ma rigore” diceva Bersani. In questo ambito saranno
certo necessarie alcune misure sociali di emergenza: la restituzione
dei fondi tagliati alla sanità, il sostegno alla conclusione dei
contratti e la restituzione del fiscal drag, la rivalutazione delle
pensioni più basse e la costituzione di un fondo di sostegno per le
persone non autosufficienti.
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lunedì 28 gennaio 2008 |
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Conosco bene l'onestà intellettuale di persone come Rosy Bindi,
Francesco Rutelli e Tiziano Treu e non metto in dubbio la trasparenza
delle loro intenzioni quando parlano di prolungamento volontario
dell’età pensionabile nè la corposità e l'ineludibilità del problema
che incombe non solo sul sistema previdenziale ma sulle prospettive
stesse dell'occupazione in Italia, con l'invecchiamento della
popolazione e, dall'altra parte, l'aumento delle aspettative di vita.
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domenica 27 gennaio 2008 |
Testo dell'intervista rilasciata l'8 Giugno 2006 all'Unità, curata da Bruno Ugolini.
Bruno Trentin, già segretario generale
della Cgil, oggi nel gruppo dirigente dei Ds, è interessato al processo
unitario nell’Ulivo. Ma delinea un tragitto complesso, che parta dal
basso, fatto d’aggregazioni e convenzioni, su problematiche quali il
mondo del lavoro e i diritti delle persone. È d’accordo con
l’esigenza espressa, su queste pagine, dall’ex segretario della Cisl
Savino Pezzotta, tesa a rispettare il pluralismo culturale presente nel
centrosinistra. Polemiche con Salvati e De Mita: «Vorrei poter morire
socialista». Meglio guardare subito ad una Federazione piuttosto che ad un indefinito e immaginario partito democratico.
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domenica 27 gennaio 2008 |
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Intervista apparsa sull'Unità, a cura di Bruno Ugolini, il 31-12- 2005 sui problemi dell'Unipol e le varie polemiche del'epoca. Trentin respinge l’attacco al gruppo
dirigente dei Ds, ma invita tutti ad una riflessione sull’involuzione e
lo snaturamento del ruolo del movimento cooperativo. La scalata alla
Bnl non faceva parte di un progetto sociale. La storia del fallimento
d’una banca tedesca voluta da sindacati e cooperative.
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martedì 15 gennaio 2008 |
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La meritocrazia come criterio di selezione degli individui al lavoro, ritorna alla moda nel linguaggio della sinistra e del centro-sinistra, dopo il 1989; ma prima ancora con la scoperta fatta da Claudio Martelli a un Congresso del PSI sulla validità di una società "dei meriti e dei bisogni".La meritocrazia come criterio di selezione degli individui al lavoro, ritorna alla moda nel linguaggio della sinistra e del centro-sinistra, dopo il 1989; ma prima ancora con la scoperta fatta da Claudio Martelli a un Congresso del PSI sulla validità di una società "dei meriti e dei bisogni". |
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martedì 15 gennaio 2008 |
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Ecco il testo della lectio doctoralis pronunciata da Bruno Trentin all'università Ca' Foscari, in occasione del conferimento della laurea ad honorem, il 13 settembre del 2002.
Magnifico Rettore, Signore Preside della Facoltà di Economia e Commercio, signori membri del Consiglio di Facoltà Dott. Beggio e Dott. Malgara, Signore e Signori, cari amici, Voi potete comprendere la mia emozione, in questo momento, non solo per l'onore che mi fate, forse impropriamente, con questa laurea, ma per la scelta che avete compiuto di tenere questa riunione nell'aula che porta il nome di mio padre.
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