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Il film di Franco Giraldi
marted́ 15 gennaio 2008

Con la furia di un ragazzo
Ecco la scheda del film di Franco Giraldi "Con la furia di un ragazzo" (Fondazione Di Vittorio, AAMOD e Vivo film


CON LA FURIA DI UN RAGAZZO
UN RITRATTO DI BRUNO TRENTIN
Un film di Franco Giraldi


Prodotto da Fondazione Giuseppe Di Vittorio, AAMOD e Vivo film

Soggetto e sceneggiatura Franco Giraldi
Musiche originali Maurizio Abeni
Montaggio Letizia Caudullo

Italia, 84’, colore e b/n ,digital 4/3

Con il sostegno di Unipol, Regione Lazio, SPI CGIL


Nel 1998 Franco Giraldi filmava , per conto dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (Aamod), una conversazione di dieci ore con Bruno Trentin, ricchissima di riflessioni e  ricordi.
A due anni dalla morte di Trentin, avvenuta il 23 agosto 2007, Giraldi ha costruito il racconto di una  vita che è il racconto di una generazione,  montando quelle immagini con preziosi documenti filmici provenienti sempre dall’Aamod.

La storia  si snoda sullo sfondo dei luoghi del lavoro (il Lingotto di Torino, Mirafiori e la sede centrale  della  CGIL) e del riposo (le Dolomiti di San Candido). In un filo ideale in cui storia di un Paese  e biografia personale coincidono, scorre il racconto di Trentin dalla partecipazione alla Resistenza , alla laurea in quella Padova dove aveva visto Concetto Marchesi cacciare i fascisti dall’aula magna, all’incontro decisivo con Giuseppe Di Vittorio, e poi alle lotte cominciate con gli scioperi d’inizio anni sessanta e culminate nel protagonismo sindacale dell’autunno caldo come segretario generale della FIOM.

Il racconto di Trentin, ora segretario generale della Cgil, dopo Luciano Lama e Antonio Pizzinato,  continua rievocando gli anni di piombo e la dura lotta al terrorismo, segnata dal tragico assassinio di Guido Rossa. Fino al drammatico momento, anche  sul piano personale, dell’accordo sindacale con il governo Amato che nel 1992 adottò l’abolizione della scala mobile, senza contropartite e senza la possibilità di procedere ad una consultazione nei luoghi di lavoro. Trentin firma prendendo atto della vaste conseguenze dal punto di vista economico, sociale e unitario che avrebbe avuto un diniego. Consegna però le proprie dimissioni denunciando il "male oscuro" che, attraverso le correnti politiche, danneggia i processi decisionali nel sindacato. Dimissioni poi respinte dalla Cgil  per iniziare una nuova vertenza generale con Cisl e Uil che culmina nell'accordo del 1993 col governo Ciampi. Esso instaura un nuovo sistema contrattuale, alternativo alla scala mobile, che dura fino ai giorni nostri, prima dell'accordo separato  (gennaio 2009) voluto dal centrodestra. Nel 1994 lascia la carica di segretario generale per dedicarsi alla elaborazione di un programma per il lavoro.


Dal racconto di Giraldi  emerge un ritratto a tutto tondo di una personalità di grande rilievo politico-culturale, complessa vivace e indomita, che ha messo la sua passione civile al servizio dei lavoratori del Paese, al servizio di un progetto di cambiamento, affrontando il mondo e le sue trasformazioni (sono sue parole) “con la furia di un ragazzo”.



Nuova sala riunioni alla Cdl di Venezia
La nuova sala riunioni della Camera del Lavoro di Venezia è stata intitolata a Bruno Trentin, mercoledi 4 febbraio 2009. Erano presenti Franca e Giorgio Trentin. Hanno partecipato al dibattito: Sergio Chiloiro, segretario generale Camera del Lavoro di Venezia; Luisa Bellina, co-autrice del libro "Bruno Trentin. Dalla guerra partigiana alla CGIL"; Carlo Ghezzi, presidente Fondazione Di Vittorio; Emilio Viafora, segretario generale CGIL Veneto.

Trentin e lo sciopero del 12 dicembre
Che cosa avrebbe detto Bruno Trentin, se fosse ancora in vita, a proposito dello sciopero del 12 dicembre indetto dalla sola Cgil? Anche di questo si è discusso in un incontro a Forlì, promosso dalla locale Camera Del Lavoro. Molti hanno parlato, prendendo lo spunto da un bel titolo “La ricerca di Bruno Trentin, un altro lavoro è possibile”. La prima parte dell’iniziativa, dedicata alla memoria, ha visto interloquire Enzo Santolini (segretario Cgil Forlì), Thomas Casadei (direttore del locale Istituto Gramsci), Iginio Ariema (coordinatore del gruppo dedicato a Trentin). Poi c’è stata una tavola rotonda con molti spunti di attualità tra Franco Bentivogli (già segretario Fim-Cisl, per molti anni accanto a Trentin nella guida della Flm), Achille Passoni (già segretario Cgil oggi senatore Pd) e Susanna Camusso (componente della segreteria nazionale Cgil).

Un confronto interessante nel quale gli scritti e le attività di Trentin si sono strettamente connessi ai problemi di oggi. Quelli dell’unità sindacale che gli era tanto cara, oggi posta in serio pericolo, quelli della rappresentanza. Quelli di una fase drammatica del Paese che molti paragonano ad un altro periodo: gli anni 90. E c’è chi ha chiesto ad Epifani, tra i mass media, strumentalizzando tale paragone, di fare come Trentin fece nel 1992. Firmare un’intesa e poi dare le dimissioni.

Senza indagare sulle differenze tra l’oggi e quel periodo. Allora la Cgil, ad esempio, era spaccata sul da farsi, oggi è unita. Allora il governo minacciava una crisi drammatica. E un anno dopo Trentin si prese una rivalsa con l’accordo del 1993 costruito sotto l’egida di Carlo Azeglio Ciampi e che permise la nascita di un nuovo modello contrattuale come alternativa alla scomparsa della scala mobile.

E oggi che farebbe Trentin? Oggi, crediamo, non avrebbe dubbi nello schierarsi nei cortei del 12 dicembre, magari dopo essersi battuto perché gli obiettivi rivendicativi della Cgil fossero ancora più chiari ed unificanti. E lanciando un appello affinché la giornata non risulti l’occasione per una resa dei conti con Cisl e Uil.

Tre libri per la sua lezione

Molte iniziative hanno ricordato Bruno Trentin a un anno dalla sua morte.  Ricordiamo qui la proiezione a Roma, assai applaudita, del film di Silvano Agosti, "Il senso della lotta", prodotto per iniziativa della Fiom Cgil. Poi la manifestazione che ha aperto, nel suo nome, la festa nazionale del Pd a Firenze.  A Treviso, il 26 settembre, un incontro sul volume di Ariemma-Bellina: “ Bruno Trentin. Dalla Guerra Partigiana alla Cgil”. Sono intervenuti: Paolino Barbiero, Iginio Ariemma, Luisa Bellina, Ferruccio Bresolin, Agostino Megale, Sandro Moser e la figlia di Bruno, la giornalista Antonella Trentin. Numerosi i volumi dedicati alla vita e al pensiero di Trentin. Ricordiamo la diffusione, da parte del  quotidiano "L'Unità", del volume "Dalla guerra partigiana alla Cgil" già edito dalla Ediesse. Altri volumi sono usciti: "La Libertà e il lavoro" (Ediesse), curato da Michele Magno (leggi la prefazione e un dialogo con Foa). Mentre il “Diario di Guerra” edito da Donzelli Editore, è stato presentato in un'aula del Senato alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di Renato Schifani. Sono intervenuti: Pietro Melograni, Claudio Pavone, Stefano Rodotà, Guglielmo Epifani.

Studente e partigiano

Assai ricco di spunti il convegno svoltosi l’11 dicembre del 2007 a Treviso, presso l’università popolare.  Sono i territori nei quali operò Trentin come partigiano e come studente. Luisa Bellina, si è soffermata, appunto, su  "Bruno Trentin: gli anni della formazione. Dalla Resistenza alla Treviso del dopoguerra." Una relazione appassionata che racconta il giovane Trentin da studente a partigiano. Erano presenti anche Franca, l’amata sorella, e Giorgio il fratello carissimo. Testimonianze ricche di emozioni sono state portate da dirigenti della Fiom del passato come Andrea Dapporto, Renato Donazzon, Giannino Padovan, Antonio Giandon, da Ernesto Doimo della Fim Cisl, da Paolino Barbiero  della Camera del Lavoro. E poi da Umberto Bernardi e Franca Busetto. E’ stata altresì letta una lettera di Franco Bentivogli, un prestigioso dirigente della Fim-Cisl. Ha concluso Iginio Ariemma. E' annunciato per il 16 ottobre un convegno con l'Università di Padova attorno alla tesi di laurea conseguita dal giovane Trentin. Parteciperanno Guglielmo Epifani, Silvio Lanaro, Giuseppe Zaccaria, Franco Bentivogli, Iginio Ariemma.

L’utopia della trasformazione della vita quotidiana di Iginio Ariemma

La lettera di Franco Bentivogli

La relazione di Luisa Bellina