Iniziative

Ha avuto luogo sabato due febbraio il  Convegno, nell’ambito della “Festa del libro e della cultura italiana”, su: “Bruno Trentin visto dalla Francia. L’itinerario di un sindacalista intellettuale italiano”. Hanno partecipato:
Pierre Héritier (Fondatore di Lasaire e sindacalista nazionale), Jean Louis Moynot (Dirigente della CGT), Alain Supiot (Direttore dell’IEA dell’Università di Nantes e membro dell’Istituto Universitario di Francia). Ha così introdotto Carlo Ghezzi, Presidente della Fondazione Giuseppe Di Vittorio:

“Chers amis, chers camarades,  je suis très heureux e très honoré pour l’occasion que notre ami Gennaro Capuano a donné à la Fondazione Giuseppe Di Vittorio pour avoir organisé sa présence dans la Fête du livre italien en France et aujourd’hui d’organiser une rencontre sur une grande personnalité syndicale et politique comme Bruno Trentin, mort en août de l’année dernier.
Trentin, secrétaire général de la Confédération General Italienne du Travail et Député au Parlement Européen a été une extraordinaire personnalité de la gauche et du mouvement ouvrier italien et européen.
Son origine était française, fils d’une famille italienne antifasciste émigré dans la ville de Pavie pour se protéger de la répression du régime réalisé en Italie par Benito Mussolini. La jeunesse de Trentin en France a signé sa personnalité.
Partisan dans le mouvement de Justice e Liberté, Trentin a été un jeune syndicaliste communiste qui a collaboré avec Giuseppe Di Vittorio, le grand secrétaire de la Cgil, le fondateur du moderne syndicat confédéral en Italie. Cette expérience de travail quotidien avec Di Vittorio a signé la formation humane et politique de Bruno Trentin.
Trentin fut aussi le secrétaire général de la fédération des travailleurs métallurgiques dans l’Autun chaud du 1969, la saison qu’a changé profondément le syndicat italien par l’expérience des Conseils des Délègues, le grand développement de la négociation articulé dans les usines, la lutte pour la réduction du temps de travail, l’acquisition des droits individuels e collectifs, la bataille pour la réalisation des grands reformes sociales.
Homme de la liberté, de la démocratie, personnalité très riche e très complexe, Trentin a donné sa vie pour l’émancipation des travailleurs, pour la construction de leur unité, pour la libération du travail, pour remarquer la centralité sociale du travail et pour faire reconnaître sa dignité. Trentin a été un dirigent syndical prestigieux e courageux, charismatique, un leader syndical e politique très aimé par les travailleurs, un grand innovateur, un intellectuel d’extraordinaires qualités.
Nous avons aujourd’hui ici, avec nous, des personnalités très importantes qui nous parleront de lui, de sa personnalité, de son activité, de ses originales élaborations. Ils sont Pierre Héritier (Fondateur de Lasaire et ancien syndacalist de la CFDT), Jean Louis Moynot (Ancien  syndacalist de la CGT) et Alain Supiot (Directeur de l’Istutut  d’etudes avancè de l’Universitè de Nantes et membre de l’Istitut Universitaire de France).
Ils parleront de l’extraordinaire héritage que Bruno Trentin nous a laissé et que la Fondation Di Vittorio et la Confederation General Italienne du Travail désirent continuer à étudier, à analyser, à faire connaître et a rapporter à l’attention des générations actuelles et futures, dans notre quotidien effort pour la construction d’un grand syndicat européen. Un grand syndicat capable de reconnaître la défense de la condition du travail et ses droits avec un projet général de transformation de la société. Un grand syndicat avec la capacité de développer la centralité nécessaire des forces du travail dans la construction de l’Europe. D’une Europe capable de reconnaître au travail sa valeur, sa dignité, sa centralité dans notre effort quotidien pour la construction d’un monde plus juste avec plus liberté, plus fraternité, plus égalité pour toutes les femmes e pour tous les hommes, pour tous les peuples du monde.
Chers amis, chers camarades encore une fois merci beaucoup”.

Amici:



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PARMA: SALONE RIUNIONI INTITOLATO A TRENTIN
Il Comitato Direttivo della Camera del Lavoro di Parma,  convocato ai primi di settembre del 2007, ha intitolato il proprio salone delle riunioni alla memoria di Bruno Trentin che lo aveva inaugurato alla fine degli anni ottanta quando ricopriva la carica di Segretario generale della Cgil.

AVELLINO: NUOVA SEDE CAMERA DEL LAVORO DEDICATA A TRENTIN
La camera del lavoro di Avellino ha deciso di dedicare la propria nuova sede a Bruno Trentin.

PISTOIA: SINDACALISTA E PARTIGIANO
Si è tenuto a Pistoia, il 26 settembre 2007, un’iniziativa organizzata dalla CGIL per ricordare Bruno Trentin. Hanno partecipato:
Daniele Quiriconi, Segretario Generale CGIL Pistoia.
Francesco Alì, Segretario Generale CGIL Reggio Calabria.
Roberto Barontini, Presidente Ist. storico della Resistenza.
Carlo Ghezzi, Presidente Fondazione Di Vittorio.
Nel corso della manifestazione è stata proiettata l’ultima testimonianza video di Bruno Trentin, intervistato da Bruno Ugolini, realizzata a CGIL Incontri nel 2006.

REGGIO CALABRIA: IL FUTURO, I GIOVANI
A Reggio Calabria, il 19 ottobre 2007 si è tenuto presso il Consiglio Regionale il Convegno: “Bruno Trentin, la memoria, il futuro, i giovani”. Hanno partecipato:
Francesco Alì, segretario generale CGIL Reggio Calabria.
Prof. Pasquale Amato, Università di Messina.
Bova Giuseppe, presidente del Consiglio regionale della Calabria.
Giuseppe Casadio, presidente Associazione Centenario.
Carlo Ghezzi, presidente Fondazione Di Vittorio.
Vera Lamonica, segretario generale CGIL Calabria.
Danile Quiriconi, segretario generale CGIL Pistoia.

GLI ANNI TREVIGIANI: DA STUDENTE A PARTIGIANO
Assai ricco di spunti il convegno svoltosi l’11 dicembre del 2007 a Treviso, presso l’università popolare.  Sono i territori nei quali operò Trentin come partigiano e come studente. Luisa Bellina, si è soffermata, appunto, su  “Bruno Trentin: gli anni della formazione. Dalla Resistenza alla Treviso del dopoguerra.” Una relazione appassionata che racconta il giovane Trentin da studente a partigiano. Erano presenti anche Franca, l’amata sorella, e Giorgio il fratello carissimo. Testimonianze ricche di emozioni sono state portate da dirigenti della Fiom del passato come Andrea Dapporto, Renato Donazzon, Giannino Padovan, Antonio Giandon, da Ernesto Doimo della Fim Cisl, da Paolino Barbiero  della Camera del Lavoro. E poi da Umberto Bernardi e Franca Busetto. E’ stata altresì letta una lettera molto bella di Franco Bentivogli, un prestigioso dirigente della Fim-Cisl. Ha concluso Iginio Ariemma, coordinatore del gruppo sorto proprio per curare la memoria di Trentin. E’ anche in discussione un possibile convegno all’Università di Padova attorno alla tesi di laurea del giovane Trentin

IL CONVEGNO A IMOLA CON CALLIERI RANIERI COFFERATI MARINI
Si è svolto a Imola il 25 gennaio 2008 il convegno con Carlo Callieri, Andrea Ranieri, Sergio Cofferati. Ha concluso Franco Marini presidente del Senato. Al centro del confronto anche i temi attuali della crisi politica in rapporto alle questioni sociali e al ruolo di Trentin nelle crisi degli annni 90.
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SEMINARIO A PARMA SULL’UNITA’ CON GLI EX DELLA FLM
Avrà luogo il 14 febbraio il Seminario organizzato dalla Camera del Lavoro di Parma sul tema: “Bruno Trentin e l’unità sindacale”. Un tema al quale si è preposta gran parte della vita dello scomparso segretario della Cgil. Anche per questo porteranno le loro testimonianze tre ex dirigenti dei metalmeccanici parmensi: Paride Faccini (gia’ segretario della Fiom e della Flm), Eugenio Cattani (gia’ dirigente della Fim e della Flm), Ugo Fini (gia’ dirigente della Uilm e della Flm).  Tre personaggi che hanno conosciuto Bruno e la sua instancabile ossessione per l’unità. Introdurra’ il convegno Iginio Ariemma (coordinatore del gruppo di lavoro dedicato a Trentin), mentre concluderà il presidente della Fondazione Di Vittorio Carlo Ghezzi. Tra gli interventi quelli di Vincenzo Bernazzoli, presidente della Provincia, e di Pietro Vignali (sindaco). Un’ attrice, Franca Tragni, leggerà alcuni brani tratti dalle opere di Trentin.

IL CONVEGNO A NAPOLI IL 3 APRILE
E’ in preparazione  un convegno presso l’Università Orientale di Napoli su “Bruno Trentin e il suo impegno per lo sviluppo del Mezzogiorno”. Avrà luogo  il 3 aprile del 2008.

L’INCA IN FRANCIA
L’Inca-Cgil in Francia nell’ambito del 50° anniversario della propria costituzione ha annunciato l’intenzione di promuovere un’iniziatia.

UN’ANTOLOGIA IN SPAGNA A CURA DI JOSE’ LUIS LO’PEZ BULLA
Stampata in catalano e spagnolo un’“Antologia di scritti di Bruno Trentin”. Il volume è curato da Josè Luis Lo’pez Bulla  che ha raccolto i lavori e le riflessioni di “una delle personalità più importanti della sinistra italiana”.  Ecco una presentazione dell’antologia tratta dal sito  HYPERLINK “http://www.fundacionsindicaldeestudios.org” www.fundacionsindicaldeestudios.org.

Nombres como los de Osvaldo Gnocchi-Viani, fundador de las Camere del Lavoro, hace ya un siglo o, muy posteriormente, los de Giuseppe Di Vittorio y Luciano Lama est·n ya en el imaginario histÛrico de los trabajadores y el pueblo de Italia.
En ese elenco hay que encuadrar ya a Bruno Trentin, posiblemente el sindicalista europeo m·s fascinante de los ltimos cincuenta aÒos. Este libro pretende ser una contribuciÛn para que el gran p˙blico tenga cumplidas referencias del pensamiento de este personaje, que a lo largo de su actividad, ocupÛ responsabilidades muy diversas, tanto en la vida social italiana como en la europea. Para ello hemos elaborado una antologÌa de lo que, en los ˙ltimos tiempos, ha escrito nuestro autor, ahora a punto de cumplir los ochenta aÒos.
Ciertamente, es ya una edad provecta, que en el caso de nuestro autor sigue caracteriz·ndose por una gran actividad p˙blica. El primer aviso a nuestros lectores es: no se fÌen ustedes cuando Trentin le dice a los jÛvenes, en un coloquio aquÌ publicado, que es un anciano o un vecchio, pues sigue estando en la brecha m·s directamente relacionada con los problemas de la gente de carne y hueso, muy especialmente de los jÛvenes a los que alude constantemente en los trabajos que figuran en esta publicaciÛn.
El libro, contiene, adem·s de una sinopsis sobre su autor, realizada por Jose Luis Lopez Bulla, trabajos de Bruno Trentin sobre:

– Las transformaciones posibles de los sistemas de relaciones industriales.
– Trabajo y conocimiento
– Nuevos trabajos y nuevos derechos (entrevista)
– Coloquio de Bruno Trentin con jÛvenes estudiantes del Instituto SÛcrates
– Un ave fÈnix llamada democracia econÛmica
– El papel de los trabajadores
– Sindicato y Sociedad
– Las relaciones entre los sindicatos, los partidos y las instituciones
– La nueva frontera de los derechos
– Las relaciones en la empresa en Europa. El caso italiano

 

Gli anni del ritorno dall’esilio
Ai primi di settembre ’43 Silvio Trentin torna dall’esilio con la moglie e i due figli Giorgio e Bruno.  Nato a S.Donà nel 1885, docente di diritto dal 1911, volontario nella prima guerra mondiale, deputato nel ’19, grande giurista antifascista, in seguito all’emanazione del decreto legge del 24 dicembre del ’25 che privava tutti gli impiegati dello stato della loro libertà politica e intellettuale, si era dimesso dall’insegnamento con una nobilissima lettera di denuncia dell’incompatibilità dell’obbedienza alla legge fascista  con il rispetto delle proprie idee. Soltanto altri due docenti in Italia compiono allora lo stesso gesto: Gaetano Salvemini e Francesco Saverio Nitti. Nel febbraio del 1926 decide di espatriare in Francia. Lo accompagnano la moglie  Beppa Nardari – trevigiana (donna eccezionale) – e i due figli Giorgio e Franca – di 8 anni e mezzo e di 6. E’stato per loro un viaggio di abbandono, di distacco doloroso – dalla patria, dagli affetti, per i due bambini dalla scuola, dai giochi con gli amici, dalla lingua.

 

Il lavoro come identità
Un incontro dalle caratteristiche assai interessanti è quello che ha avuto luogo a Imola il 25 gennaio. Qui sono intervenuti, infatti, con Andrea Ranieri (senatore per il Pd) e Sergio Cofferati,  Carlo Callieri, già vicepresidente della Confindustria. Ha concluso Franco Marini presidente del Senato. Callieri nel 1997 fu autore  assieme a Trentin, di un prezioso volumetto, curato da Angelo Varni. Il titolo era “Il lavoro possibile”, un dialogo sui mutamenti, appunto, del lavoro. Una iniziativa che vedeva a confronto due esponenti di mondi diversi, quello imprenditoriale e quello sindacale, capaci però di interloquire.  Era qui che Trentin parlava di “Un’idea del lavoro non come punizione o come parentesi, ma come uno dei momenti importanti di realizzazione di sé; un grande tema di libertà, cioè di capacità di esprimersi non soltanto nella discoteca ma anche in quello che è ritenuto il momento più ingrato della vita e che invece è quello che segna spesso, per una enorme e tragica contraddizione, l’identità delle persone”. Sono concetti che hanno attraversato la vasta produzione scritta e parlata del dirigente sindacale.


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